Umberto Rossi

Nato nell'anno delle Olimpiadi di Roma, Umberto Rossi a nove anni ha visto Armstrong posare i piedi sulla Luna. A diciotto l'hanno fatto uscire da scuola, coi suoi compagni, perché avevano rapito Aldo Moro. Dopo aver conseguito una laurea in lingue (e aver vestito l'uniforme dell'Esercito Italiano), l'autore ha tradotto manuali di informatica e un sistema operativo finito nel cimitero del software; si trovava negli Stati Uniti quando iniziò la I Guerra del Golfo e tornò a casa su un aereo pressoché vuoto; ha conseguito un dottorato di ricerca leggendo decisamente troppo; è tornato a fare traduzioni tecniche; si è trovato a fare ricerche di vario tipo come consulente del CENSIS; ha visitato Scampia prima che diventasse tristemente celebre; è finito su una cattedra delle scuole superiori quando meno se lo aspettava; ha tradotto Dick, Lansdale e Disch, per non parlare di Harlan Ellison; ha pubblicato due libri che non c'entrano niente l'uno con l'altro; stava per incontrare Ellison, ma per fortuna o purtroppo la cosa è andata a monte; lo invitano a parlare di diversi argomenti, ma non sempre lo pagano; ha pubblicato tre racconti di fantascienza.

E adesso il romanzo, dopo soli 34 anni di gestazione.

Generi: Fantascienza

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Umberto Rossi
L'uomo che ricordava troppo (copertina)

L'uomo che ricordava troppo

Umberto Rossi

Johann Hagenström non aveva ricordi del suo passato. In compenso ricordava eventi che non erano mai avvenuti. Un romanzo finalista al premio Urania che richiama gli incubi di Philip K. Dick.

Odissea Digital Fantascienza # 10

Romanzo | Fantascienza