Tre racconti tra la fine dell'800 e inizi del del '900.
Il racconto, Intervista ideale a Sherlock Holmes, che è scritto da un autore anonimo che si firma “Anyhow” ed è impostato come una rocambolesca intervista a Sherlock Holmes, è palesemente fittizio e non ha obiettivi e pretese di verosimiglianza, tuttavia contiene degli elementi che lo riconducono nell’alveo di quelle opere in cui gli autori si muovono lungo il confine fra realtà e finzione, giocando sull’ipotesi affascinante che il detective di Baker Street non sia un personaggio totalmente immaginario.
Il secondo racconto, Mio caro Holmes!, fu pubblicato in seguito all’uscita di Come ho fatto la mia lista sul «The Strand Magazine» del giugno 1927, dove Doyle si era accomiatato in maniera definitiva da Sherlock Holmes.
Infine Joseph Baron, in L'uomo che "surlassò" Sherlock Holmes, apparve il 17 dicembre 1892 sul «Burnley Express», quotidiano locale britannico della regione del Lancashire. La pubblicazione della storia fu anticipata da un annuncio pubblicitario sui fascicoli del 10 e del 14 dicembre, nei quali si affermava che “il Dottor Doyle ha passato in rassegna il manoscritto di questa storia e l’ha giudicata con enfasi ‘buona’”.