Li chiamano metama, da “metamorfosi”: sono quasi immortali, per ucciderli occorre un’esplosione, un’elettrocuzione prolungata, un trauma che superi l’ostinata capacità di rigenerarsi delle loro cellule. I metama, addestrati sulla stazione spaziale di Lagrange 4, intervengono nelle situazioni i cui l’umanità si rivela troppo fragile; destano nei “normali” una curiosità morbosa, soprattutto a Baïblanca, capitale dell’Eurafrica, costruita sulla costa rocciosa all’estremo sud della Spagna, al sicuro dalle catastrofi che hanno sconvolto la Terra. La causa di morte più frequente tra i metama è l’amok, una furia violenta e omicida che sfogano su se stessi. Paula Berger è una giovane metama che entra in crisi personale: dopo avere assistito all’amok di un suo simile, metamorfosa in maschio e cerca di confondersi nel jet set di Baïblanca. Ma non sarà facile, perché “normali” e metama sono avvolti gli uni agli altri da un nastro di Moebius, come in quella litografia di Escher, Band ohne Ende.