Eco è una senzatetto che vive nei pressi della Stazione Tiburtina, a Roma. È così chiamata per il suo dono di visualizzare i sentimenti e dare loro forma, come se fossero fatti di materia. Per Eco l'ansia assume l’aspetto del vapore, l'indecisione diventa olio, la colpa una scia appiccicosa.
Quando don Tonino, prete missionario amato dagli ultimi, viene accoltellato su un vagone della metropolitana, anche le abitudini di Eco e della sua famiglia “elettiva” di cui fanno parte l’acculturato Professore e Stramba, che parla con i morti, vengono stravolte. La strada però sa anche essere amica e la sua rete di informatori sarà illuminante per i tre homeless, che si ostineranno a condurre un’indagine parallela e seguiranno vie invisibili alla polizia e a chi non è abituato a vedere quelli come loro, gli ultimi.
Le tracce porteranno Eco, Professore e Stramba dai sotterranei della metropolitana alle architetture oniriche del quartiere Coppedè, fino alle cappelle gentilizie del Verano, ma nell’ombra si confonde l’Uomo Pile, un "risolutore" legato ai Servizi Segreti e a un politico potente che gestisce associazioni benefiche per ripulire denaro sporco.
Un romanzo sociale di straordinaria umanità il cui imprevedibile finale ci consegnerà il disagio dei giovani di oggi e il ritratto impietoso di una giustizia imperfetta, che quando viene male dispensata provoca ancora più vittime.