Il futuro non è mai scritto una volta per tutte.
Su Fobos, soldati terrestri e marziani combattono da anni una guerra che nessuno sembra più sapere perché debba continuare. In una città fin troppo simile alle nostre, sfruttamento e speculazione incontrano una forma di protesta che neppure la morte riesce a fermare. Cinque ragazzi si avventurano di notte in un bosco proibito, alla ricerca di anarchici e comunisti, e scoprono qualcosa di molto più pericoloso: la possibilità di conoscere. Una vecchia signora entra in banca perché, in un mondo di procedure automatiche e rapporti virtuali, desidera disperatamente parlare con un essere umano. E in una Ferrara sospesa fra passato e futuro, un vecchio ingranditore fotografico restituisce voci che la Storia non è riuscita a cancellare.
Sono i cinque racconti finalisti della terza edizione del Premio Porco Rosso, cinque modi diversi di raccontare la Resistenza attraverso la fantascienza: rifiutare la guerra, rivendicare la dignità del lavoro, difendere la libertà di conoscere, conservare l’autenticità dei rapporti umani, dare voce alla memoria.
Perché immaginare un futuro diverso è già il primo passo per renderlo possibile.
E, questa volta, Porco Rosso è pronto a decollare verso le stelle.