Phil Currant è un detenuto senza più nome, strappato al carcere e gettato in un luogo che non compare su nessuna mappa: una piattaforma sospesa nel vuoto, senza orizzonte né via di fuga. Intorno a lui, solo il silenzio dell’abisso e una pianta innaturale, i cui frutti pulsanti diventano l’unica possibilità di sopravvivenza.
Ma non è solo. Urla attraversano lo spazio, corpi precipitano da altezze invisibili, altri uomini subiscono la stessa deportazione. Quando Phil si lascia cadere nel vuoto, scopre un mondo ancora più degradato: una distesa di rifiuti e scarti industriali, popolata da esseri umani ridotti a predatori.
Identificato come KD33, Phil comprende di essere parte di un esperimento che usa la colpa, la fame e il corpo come strumenti di controllo. In un sistema che trasforma le persone in numeri e la sopravvivenza in spettacolo, resistere significa non dimenticare chi si è stati.
Un romanzo disturbante e visionario sulla punizione, sull’identità e sul prezzo estremo della sopravvivenza.