L’impostazione teorica di Vittoria Guenzani, in questa tesi di laurea magistrale discussa all’Università di Genova, parte dal saggio di Donna Haraway Chthulucene: sopravvivere su un pianeta infetto (Staying with the Trouble, 2016), convertito in strumento di analisi per interrogare una serie di racconti solarpunk italiani e stranieri, in alcuni dei quali si trovano espliciti rimandi al pensiero della filosofa statunitense. Guenzani propone categorie, o configurazioni — Cura, Alleanza, Simbiosi —che concretizzano il concetto di response-ability presente nel saggio di Haraway, il nodo centrale che la collega al Solarpunk. La “responso-abilità” è un invito a tenere a mente di essere parte di una rete interconnessa e multispecie, all’interno della quale gli esseri umani devono rendersi capaci di elaborare una risposta responsabile verso tutti gli altri abitanti della Terra, e rimanere inoltre a contatto con la questione Antropocene: l’era geologica in cui viviamo, nella quale l’umanità ha influenzato così profondamente il pianeta e le sue forme di vita da incidere sui processi geologici.
Le categorie proposte da Guenzani diventano strumenti di navigazione attraverso l’eterogeneità del mondo narrativo solarpunk.
I racconti analizzati sono: The Birdsong Fossil di D.K. Mok, The Road to the Sea di Lavie Tidhar, Boltzmann Brain di Kristine Ong Muslim, Lasciate fare a Elvis di Laura Silvestri, Colpo di una notte dei mezza estate del Commando Jugendstil, Byzantine Empathy di Ken Liu, The Songs that Humanity Lost Reluctantly to Dolphins di Shweta Taneja, Mariposa Awakening di Joseph F. Nacino, Biston Betularia di Maria Antònia Martí Escayol.