La cavalcata surreale che gira intorno a Ferrara e ai cartoons Disney ma non solo; il verbo futurista che disgrega e riscrive ogni cosa attraverso la peculiare lente del glossario che muta lessico e idee – perché la lingua è l’espressione della mente – insieme ad altre variazioni semantiche della psiche: tutto ciò è in questo breve compendio di Roberto Guerra e parla di riscrittura secondo i dettami liberi e variabili dell’avanguardia per eccellenza, il Futurismo di Marinetti e dei suoi sodali, che spingono ancora assieme a Guerra le interpretazioni del reale molto più in là di quanto sia stato lecito per decenni proporre.
Una testimonianza di non solo letteratura, ma anche la visione di un mondo che non va accettato, ma visto e interpretato e solo a quel punto, se si naviga poi in quell’alveo, accettato.