A chi lamenta la decadenza dell’ambiente musicale (e, in generale, artistico) contemporaneo prescrivo d’urgenza la lettura di questo romanzo, dedicato alle aspirazioni deluse di un compositore di belle speranze. Sembra che non sia passato più di un secolo tra questo testo e il panorama odierno. Le dinamiche sono sempre le stesse: da un lato le velleità narcisistiche di un artista incompreso, dall’altra un ecosistema selettivo e spietato in cui si fanno strada solo raccomandati, leccapiedi o individui senza scrupoli. Non c’è spazio per il talento: tutto gira intorno agli interessi e, diremmo oggi, all’amichettismo. Così all’antieroe non resta che fissare le proprie ambizioni frustrate, sviluppando una ricca compagine di nevrosi e scivolando lungo le insidiose pendici del vittimismo. Ecco a voi un’altra variazione sul tema dell’inetto.