Questo libro insegue un'idea semplice: il futuro non è un tempo e un luogo verso cui stiamo andando, ma qualcosa che stiamo costruendo. In questo processo il ruolo della comunicazione scientifica, tra narrazione e narrativa, è fondamentale.
I futuri nascono nei laboratori, ma anche nei romanzi. Nelle università, ma anche nei miti, nei film, nelle imprese e nelle visioni condivise. Ogni società possiede una gigantesca fabbrica invisibile che trasforma conoscenze, speranze, paure e immaginazione in possibilità concrete.
Attraverso scienza, fantascienza, industria e innovazione, La Fabbrica dei Futuri esplora i meccanismi attraverso cui idee e tecnologie si rincorrono, si contaminano e finiscono per cambiare il mondo.