Stirare può essere un’arte, e Linda si abbandonava volentieri al piacere che le dava quel vecchio ferro a vapore ereditato dalla nonna, anche perché, ogni volta che lo accendeva, la mente si staccava dalla realtà per varcare la soglia di mondi sconosciuti, in cui viveva, con un realismo spaventoso, vite e morti di altre donne. Tra sogni che diventano incubi e una realtà che si sgretola, qualcuno arriverà a offrirle una scelta: dimenticare o attraversare per sempre lo specchio. Ma era la sua mente a vacillare, o quel reperto di un altro tempo nascondeva un mistero? Un racconto solido e ben scritto, che mescola con intelligenza realismo quotidiano, surrealismo onirico e ucronia.