Filippo Tommaso Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto, 22 dicembre 1876 – Bellagio, 2 dicembre 1944), celebre per aver fondato il Futurismo nel 1909, dedicò tutta la propria vita alla promozione del proprio movimento in Italia e all’estero. Fu da sempre un convinto interventista e partecipò a numerosi conflitti come militare (grande guerra; guerra d’Etiopia; seconda guerra mondiale). Aderì al fascismo, pur mantenendo la propria indipendenza intellettuale (che gli causò non pochi problemi con alcuni gerarchi), e restò fedele a Mussolini anche dopo l’8 settembre. Nonostante il suo ostentato machismo, nel privato fu un marito affettuoso (la moglie Benedetta Cappa era una pittrice) e un padre amorevole con le sue tre figlie (Vittoria, Ala e Luce). Scrisse numerosissime opere (alcune composte in prima battuta in francese), tra le quali possiamo annoverare il celebre scritto parolibero Zang tumb tuuum (1914); molteplici racconti (si citino almeno le raccolte Gli amori futuristi, 1922; Scatole d’amore in conserva, 1927; e Novelle con le labbra tinte, 1930); i romanzi Mafarka il futurista (1909) e Gli indomabili (1922); il dramma Il tamburo di fuoco (1922); il divertissement 8 anime in una Bomba (1919) e i resoconti di guerra Il poema africano della Divisione “28 ottobre” (1937) e Originalità russa di masse distanze radiocuori (postumo).

Generi: Letteratura

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Filippo Tommaso Marinetti
L’alcova d’acciaio (copertina)

L’alcova d’acciaio

Filippo Tommaso Marinetti

Un romanzo pieno di violenza e di passione, in cui l’esaltazione esasperata del bellicismo si fonde con un’ossessione erotica feroce, capace di pervadere i corpi vivi di uomini e animali e, addirittura, gli oggetti inanimati.

Immortali # 15

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