Padova, un tardo pomeriggio di novembre e di nebbia densa. L’ispettrice di polizia Clara Zerbetto e il suo vice, Mario Luise, si ritrovano sotto il portico di via San Francesco. Sono sulle tracce di Dasy Contin, una ragazza scomparsa nel nulla, come se si fosse letteralmente volatilizzata nello spazio di poche decine di metri e nel breve lasso di tempo di qualche minuto, mentre il suo moroso, Walter Zago, stava parcheggiando l’auto. La telecamera di sorveglianza ha ripreso Daisy mentre imboccava la via, ma dall’altra parte della via non è sbucato nessuno. Che è successo in quel breve tragitto? Daisy aveva preceduto il fidanzato per andare dal vecchio Alvise Bruseghin, venditore ambulante di caldarroste, che è solito posizionarsi accanto al Museo di Storia della Medicina, ma neppure lui l’ha vista.
Quale mistero si cela dunque dietro quella scomparsa?
Nessuno per il vice ispettore: Daisy è scomparsa volontariamente, ma l’ispettrice non la pensa come lui ed è convinta che qualcuno l’ha fatta sparire. Ma chi? E soprattutto: per quale motivo? Un racconto serrato firmato da un’autrice che come dosare suspense e mistero.