Chi ama Daniela Piegai sa bene che il Tempo (in senso assoluto) è il cuore della narrazione, sempre, né dimentica Capitano, protagonista del romanzo Il mondo non è nostro (1989). Capitano è simpatica canaglia dotata di inscalfibile senso dell’onore, giovane uomo incapace di resistere a un’impresa impossibile, viandante in cammino tra città levantine dalle innumerevoli religioni e piste desertiche battute dal vento. In Fai che la morte ti colga vivo (1998, secondo e ultimo episodio della saga che lo vede protagonista) Capitano appare adulto ma non domato: «Dèi dell’Inferno, dèi del Walhalla, dèi dell’oriente e dell’occidente, dèi del mare e della terra e del fuoco e dell’aria, se ci siete, fate che la morte mi colga vivo».