In un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale compone testi, genera immagini e sembra sfidare il confine tra creatività umana e meccanica, Antonino Fazio ci conduce in un’indagine filosofica e letteraria tanto sorprendente quanto necessaria. Partendo dal fenomeno degli apocrifi di Sherlock Holmes – quelle storie “non ufficiali” scritte da altri autori, ma ispirate al celebre detective – l’autore esplora i concetti di originalità, autorialità e creatività nella narrativa seriale e oltre.
Attraverso un dialogo serrato con teorie della mente estesa (Clark e Chalmers), dei sistemi sociali (Luhmann) e della semiotica (Eco, Barthes), Fazio interroga il ruolo della IA nel processo creativo. Può una macchina essere considerata co-autrice? O è solo uno strumento, un “esomente” che estende le capacità cognitive dell’uomo? E cosa ci insegnano, in proposito, i pastiche holmesiani e le riflessioni di autori come Chesterton o McLuhan?
Con rigore analitico e una prosa accessibile, questo saggio smonta i luoghi comuni sulla creatività artificiale e restituisce all’essere umano la responsabilità ultima del senso. Un libro per chi scrive, per chi legge e per chiunque voglia comprendere come le tecnologie non sostituiscano la mente, ma ne ridefiniscano i confini.