Le scienze forensi possono riscrivere il caso Moro? È il quesito da cui parte il criminologo e giornalista Luca Marrone che, in questo contributo, propone una sintetica ma significativa rilettura di alcune delle numerose risultanze investigative dell’indagine sull’omicidio del leader della Democrazia Cristiana, ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978 dopo il sequestro avvenuto il precedente 16 marzo (nel corso del quale persero la vita tutti gli uomini della scorta) e una prigionia protrattasi per cinquantacinque giorni. Al di là delle verità emerse all’esito di un lungo e articolato iter processuale e del lavoro di due commissioni parlamentari di inchiesta, il caso – uno dei più drammatici della nostra storia recente – continua a presentare ampie zone d’ombra, a porre interrogativi, a sollecitare l’interesse degli analisti. Discusse, in particolare, le reali motivazioni del rapimento e dell’omicidio, il ruolo nella vicenda delle potenze straniere, dei servizi segreti, della politica italiana. Il testo di Marroneci parla, invece, delle possibili dinamiche del delitto e del luogo di prigionia dello statista, riesaminando la documentazione investigativa dell’epoca e gli studi successivi e rimarcando come le indagini criminalistiche – anche associate al giornalismo di inchiesta – sembrino approdare a scenari alternativi rispetto a quelli recepiti nella versione ufficiale dei fatti.